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Bruno
Munari (1907-1998)
architetto - designer - artista
Bruno
Munari è«quello» (come diceva lui
di sé) delle forme, delle invenzioni, delle immagini,
delle fantasie inaudite e mai viste. Nel 1930 inventa
le "macchine inutili" che si scompongono
e si ricompongono continuamente. Nel 1945 progetta nuovi
libri per bambini che vengono ristampati ancora oggi.
Nello stesso anno progetta lORA X. Nel 1947 inventa
nuove scritture di popoli sconosciuti. Nel 1949 produce
i primi "libri illeggibili". Nel 1950
dipinge "negativi-positivi" con i colori
che si spostano nello spazio ottico. Nel 1952 usa la luce
polarizzata.
Nel 1958 crea le sculture da viaggio e le forchette
animate. I fossili del duemila sono già pronti
nel 1959.
Le xerografie originali sono del 1964. La Flexy prende
corpo nel 1968 e cambia sempre forma. Inventa l«Abitacolo»
per la felicità dei bambini nel 1971.
Nel 1977 progetta laboratori per bambini che vengono ormai
realizzati in molti paesi. Pittore, designer, maestro
e artista gentile, il segreto di Munari era quello
da dare lidea che tutti potevano disegnare o creare
come faceva lui, o capire subito quello che faceva lui.
Non è vero che ognuno di noi può essere
un Munari, ma è probabile che tutti quelli
che riescono a capire i segni dellarte moderna si
sentano, in milioni di modi rispecchiati nei colpi docchio
di Munari, come in molte parole in libertà dei
Futuristi, come in Picabia o in Man Ray, artisti che hanno
formato le visioni di Munari.
Parlare di Munari, come è stato fatto, di
un geniale «fanciullo mai cresciuto», mi sembra
facile e anacronistico. E più vero invece
pensare ad un adulto che è stato bambino come tutti,
e che diventato adulto, ha perfezionato un esperanto visivo
tutto suo, ma capace di interloquire con le tre età
delluomo. Prendiamo uno dei suoi saggi "Da
cosa nasce cosa" (Ed. Laterza 1996), dove si
capisce il senso e le immagini in progressione di uno
dei suoi libri più straordinari per bambini, le
Rose nellinsalata: dove una fila di verdure, sezionate
e timbrate riservano in sé altre forme incredibili:
il cavolo che contiene un albero, il sedano che ospita
astronavi o personaggi strani, la trevisana che fa "una
rosa un poco strana"...
... Chi ha mai pensato di fronte alle insalate quotidiane
di vedere e digerire altre forme familiari? Oppure quante
volte da bambini lo abbiamo immaginato?
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